premio donna covid

Consegnato oggi, nell’Auditorium Testori di Palazzo Lombardia,  il premio “DONNE e Covid-19” assegnato dalla Fondazione Onda (Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere), a 206 operatrici sanitarie di tutta Italia che si sono particolarmente distinte per l’assistenza e la cura ai pazienti durante l’emergenza pandemica.

Il “paziente uno”

Mattia Maestri, 39 anni, conosciuto come il “paziente uno” del focolaio di coronavirus di Codogno (Lodi), quando lo scorso febbraio e’ scoppiata l’epidemia in Italia, è stato chiamato a consegnare l’attestato e ha raccontato: “Ho passato piu’ di tre settimane in terapia intensiva, gli unici rapporti che ho avuto sono stati quando sono passato in reparto, dove il problema era che il personale sanitario iniziava gia’ a scarseggiare. Mi immagino che si stavano ammalando, o forse era dovuto ai turni estenuanti: il personale era veramente ridotto all’osso”.

“Le infermiere che mi stavano vicino erano persone speciali, non sapevo che cosa c’era fuori, mi veniva detto che c’era qualcosa di strano fuori e che tutti mi conoscevano, ma io non capivo”, riferisce ancora Maestri che alla richiesta di un commento sul sistema sanitario lombardo, risponde: “Non avevo un giudizio prima, perche’ fortunatamente non ho mai avuto cosi’ bisogno, ma sono stato salvato, quindi il mio giudizio non puo’ che essere positivo”.

Fontana: “Da tempo chiedevo più personale”

Presente allo stesso tavolo anche il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana che commenta la stessa questione toccata da Maestri nel suo intervento, ovvero la scarsita’ di personale sanitario nel pieno della pandemia. “Erano anni che dicevo anche avremmo dovuto assumere piu’ personale medico e infermieristico, ma non potevamo farlo – spiega Fontana -, ora questa drammatica evenienza ha evidenziato come con un po’ di personale in piu’ nel mondo della sanita’ avremmo potuto o dare una risposta migliore o quantomeno impedire loro di vivere quelle esperienze drammatiche di uno sforzo anche fisico assolutamente inaccettabile”.

Adesso, aggiunge il governatore lombardo, “speriamo di potere fare queste assunzioni, abbiamo fatto gia’ una serie di bandi per ottenere un numero piu’ consistente di personale e, intanto, rimaniamo sicuramente attenti, perche’ ora conosciamo il virus e conosciamo cosa si deve fare, siamo pronti ad altre eventuali nuovi ondate”.

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