Maltrattamento animali

Latrati da spezzare il cuore tutto il giorno. Ma in particolare di notte.

E’ quanto denuncia una famiglia che vive a Volvera, un comune di poco meno di 10mila abitanti alla periferia di Torino. Come documentato, in un casolare adibito a deposito di materiale edile c’è un cane lasciato prevalentemente solo, “salvo le sopradiche visite di un anziano signore che va a dargli da mangiare”.

“Non ci siamo mai avvicinati – spiega la famiglia, di cui non pubblichiamo il nome per tutela – ma abbiamo allertato le forze dell’ordine, che non hanno fatto niente”. Per questo hanno deciso di rendere pubblica la loro denuncia, “non è possibile vivere serenamente ascoltanto 24 ore al giorno questo straziante lamento”.

Il rapporto Zoomafia

Purtroppo si tratta solo dell’ennesimo caso di maltrattamento di animali, una piaga che ammorba tutta la penisola. Il rapporto Zoomafia 2020 – redatto come di consueto da Ciro Troiano, criminologo e responsabile dell’osservatorio Zoomafia della Lav (Lega anti vivisezione) – ha l’obiettivo anche quest’anno di analizzare, denunciare e far conoscere i crimini a danno degli animali perpetrati dalla criminalità organizzata a scopo di lucro, come per esempio le corse clandestine di cavalli, il bracconaggio e la pesca illegale, il traffico di cuccioli, le lotte tra cani, la macellazione clandestina e altri fenomeni illeciti.

Sicilia maglia nera

In un momento in cui anche l’Unione europea sembra prendere a cuore i diritti degli animali, Zoomafia – seguendo un trend già evidenziato negli anni scorsi – ribadisce un percorso in negativo. Un primato tutt’altro che invidiabile lo conquistano la provincia di Siracusa e l’intera regione siciliana. Nel 2019, ogni dodici ore in Sicilia è stato aperto un procedimento penale per reati a danno di animali, con un indagato ogni sette ore circa.

Crudeltà

Le crudeltà nei confronti degli animali possono avere molteplici forme. L’osservatorio Zoomafia Lav opera, prima di tutto, per controllare attivamente lo sfruttamento criminale nei loro confronti, ma si riserva anche il compito di monitorare fenomeni presenti in Italia ma oggi ancora poco conosciuti come la zooerastia (rapporti sessuali con animali), l’accumulo di animali o i cyber-crimini. Il tutto lavorando a fianco delle Forze dell’ordine e promuovendo l’informazione e la formazione, a partire dalle scuole. Un compito importante che rappresenta un punto di osservazione e di monitoraggio basilare per chi opera nel campo dei diritti dei nostri amici a quattro zampe.

Reato penale

Infine Ricordiamo che il reato di “maltrattamento di animali” è previsto dall’art. 544-ter c.p. che punisce “chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche” con la reclusione da 3 a 18 mesi o con la multa da 5.000 a 30.000 euro.

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